Craniopuntura

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Craniopuntura: la medicina cinese a sostegno delle patologie neurodegenerative

Lo abbiamo chiesto al dott. Guo, supporto al team di Benessere.sm come esperto in craniopuntura e Medicina Tradizionale Cinese. 

craniopuntura

Indice

Che cos’è la craniopuntura?

“La craniopuntura è un metodo terapeutico che utilizza la stimolazione di punti, aree o zone nella regione del cranio. 

Fonda i suoi principi nei testi antichi della Medicina Tradizionale Cinese, che vengono rivalutati con uno sguardo contemporaneo sulle conoscenze anatomiche e fisiologiche occidentali”.

Quando viene utilizzata?

“La craniopuntura presenta una vasta gamma di indicazioni terapeutiche, tra cui anoressia, ansia, labirintiti, vertigini, amnesia, asma, crampi, depressione, esaurimento, gastrite, ulcere, mancanza di appetito, ipertensione, insonnia, menopausa, edema cerebrale, pressione oculare, glaucoma e maculopatia, tra gli altri. Inoltre, può essere utilizzata per trattare oltre 80 disturbi neurologici degenerativi, tra cui epilessia, disturbi del linguaggio, disturbi del movimento, encefalite, meningite, alzheimer, parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, demenza, malattie infiammatorie, malattie autoimmuni e ictus.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia l’uso della craniopuntura come strategia alternativa e complementare per il trattamento dell’ictus. La ricerca clinica e le metanalisi hanno dimostrato l’efficacia della craniopuntura nel migliorare l’equilibrio, ridurre la spasticità, aumentare la forza muscolare e migliorare il benessere generale nei pazienti post-ictus.”

Quando nasce la craniopuntura?

“La Craniopuntura è stata sviluppata negli anni ’70 dal Professor Shun Fa, con cui ho instaurato una lunga e proficua collaborazione e amicizia che dura da oltre trent’anni. Il Professor Fa è riuscito a integrare la medicina tradizionale cinese con la medicina occidentale, che in quel periodo stava evolvendo verso una maggiore precisione diagnostica e un aumento dei trattamenti farmacologici.

Inspirato da questa riflessione, il Professor Fa si è impegnato a trovare una nuova terapia che fosse efficace e allo stesso tempo veloce nei risultati, in grado di fornire un supporto alle cure dei pazienti e di ridurre l’utilizzo di farmaci con i loro effetti collaterali.

Per fare questo, Shun Fa partì dalla consapevolezza che il cervello svolge un ruolo fondamentale nelle patologie, nella percezione del dolore e nei deficit motori, quindi se si riusciva a stimolare in prossimità dello stesso con l’ago, l’impulso sarebbe stato più rapido ed efficace. 

Dopo mezzo secolo e numerosi risultati clinici positivi, possiamo affermare che la Craniopuntura è una terapia sorprendentemente efficace e velocità d’azione.”

Come funziona?

“Il metodo utilizza come principio di base la stimolazione della superficie del cranio appena sopra la zona funzionale danneggiata del cervello. Il metodo prevede la stimolazione di 16 diverse aree cerebrali presenti sul cranio, ognuna delle quali corrisponde a una specifica attività cerebrale. Ad esempio, in caso di perdita di movimento alle gambe, gli aghi verranno inseriti nella zona cerebrale responsabile della gestione del movimento delle gambe.

La craniopuntura agisce in diversi modi: migliora la circolazione sanguigna e l’ossigenazione del cervello, agisce sulla trasmissione dei neurotrasmettitori, favorisce la formazione di nuove sinapsi e contribuisce alla rigenerazione dei neuroni danneggiati”.

È dolorosa?

“La craniopuntura è una procedura poco invasiva che non causa dolore significativo. In genere, la sensazione che si percepisce è paragonabile a quella di un lieve pizzicotto sulla pelle. In alcuni casi, potrebbe essere avvertita una sensazione di pesantezza durante la posa dell’ago, ma questa tende a dissolversi durante il trattamento.”

Visto che gli aghi vengono posti sulla zona del cranio, può essere pericolosa?

“Non è assolutamente pericolosa, diciamo, sempre sorridendo ai nostri pazienti, che a proteggere il cervello c’è la scatola cranica. Tuttavia, è fondamentale che la terapia venga eseguita da un professionista altamente qualificato per garantire l’efficacia del trattamento.”

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