Craniopuntura

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Craniopuntura: la medicina cinese a sostegno delle patologie neurodegenerative

Lo abbiamo chiesto al dott. Giuseppe Guò, esperto in Medicina Tradizionale Cinese. 

craniopuntura

Indice

Che cos’è la craniopuntura?

“La craniopuntura è un metodo terapeutico che utilizza la stimolazione di punti, aree o zone nella regione del cranio. 

Fonda i suoi principi nei testi antichi della Medicina Tradizionale Cinese, che vengono rivalutati con uno sguardo contemporaneo sulle conoscenze anatomiche e fisiologiche occidentali”.

Quando viene utilizzata?

“La craniopuntura ha un’ampia varietà di indicazioni, le patologie in cui trova impiego sono: anoressia, ansia, labirintiti, vertigini, amnesia, asma, crampi, depressione, esaurimento, gastrite, ulcere, mancanza di appetito, alta pressione sanguigna, insonnia, mancanza di sentimento, menopausa, edema cerebrale, pressione oculare, glaucoma, maculopatia, ecc.

Con la craniopuntura è possibile trattare più di 80 disturbi neurologici degenerativi. 

Le malattie degenerative, hanno sempre rappresentano un grosso ostacolo per la medicina, ma oggi con la craniopuntura è possibile dare una risposta efficace e ridurre l’utilizzo dei farmaci.

Tra queste malattie troviamo: epilessia, disturbi del linguaggio, disturbi del movimento, encefalite, meningite, Alzheimer, Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, demenza, malattie infiammatorie, malattie autoimmuni e ictus.

Nello specifico l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce la craniopuntura una strategia alternativa e complementare per la cura dell’ictus. Le scoperte degli studi clinici e delle metanalisi hanno dimostrato l’efficacia della craniopuntura nel migliorare l’equilibrio, nel ridurre la spasticità e nell’aumentare la forza muscolare ed il benessere generale post-ictus”.

Quando nasce la craniopuntura?

“La craniopuntura nasce negli anni ’70 con il prof. Shun Fa, con il quale ho instaurato una collaborazione e un’amicizia che dura da oltre trent’anni.

Shun Fa è riuscito a unire la medicina cinese con quella occidentale. Era un tempo in cui le diagnosi della medicina occidentale stavano diventando sempre più precise, le cure aumentavano e con esse anche l’utilizzo massiccio di farmaci. 

Da questa riflessione Shun Fa volle trovare una nuova terapia efficace e allo stesso tempo estremamente veloce nei risultati, in modo da essere un ottimo supporto alle cure del paziente con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali causati dai farmaci.

Per fare questo, partì dalla consapevolezza che il cervello svolge un ruolo fondamentale nelle patologie, nella percezione del dolore e nei deficit motori, quindi se si riusciva ad agire in prossimità dello stesso con l’ago, l’impulso sarebbe stato più rapido ed efficace. 

Oggi, a distanza di 50 anni e dopo numerosi risultati clinici, possiamo dire che la craniopuntura ha una sorprendente efficacia e velocità d’azione”.

Come funziona?

“Il metodo utilizza come principio di base la stimolazione della superficie del cranio appena sopra la zona funzionale danneggiata del cervello. Sul cranio ci sono 16 zone da poter stimolare e ognuna di queste corrisponde ad una attività celebrale. Ad esempio, se una persona perde il movimento delle gambe, gli aghi vengono inseriti nell’area cerebrale responsabile del loro movimento.

La craniopuntura agisce in diversi modi: migliora la circolazione sanguigna e l’ossigenazione del cervello, agisce sulla trasmissione dei neurotrasmettitori, favorisce la formazione di nuove sinapsi e contribuisce alla rigenerazione dei neuroni danneggiati”.

È dolorosa?

“Non è doloroso fare craniopuntura, è come sentire un piccolo pizzico sulla pelle. A volte si può percepisce come una “pesantezza” dell’ago quando è in posa, ma tende a passare durante la seduta”.

Visto che è vicino al cranio, può essere pericolosa?

“Non è assolutamente pericolosa, diciamo sempre sorridendo ai nostri pazienti che a proteggere il cervello ce la scatola cranica. La cosa importante è che la terapia deve essere eseguita da un professionista che conosce a fondo la materia per avere effetto”.

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