Ortopedia

Dott. Burrafato, è possibile evitare gli interventi?

“Questa è una domanda che ci viene fatta spesso, oggi rispetto a qualche anno fa, possiamo utilizzare strumenti e tecniche che in passato neanche immaginavamo. 

Si cerca sempre di evitare gli interventi, ma purtroppo non sempre è possibile. In tante situazioni però siamo riusciti a rimandarli e in altre anche ad evitarli”.

Quali sono le tecniche più utilizzate in situazioni in cui non serve l’intervento?

“Possiamo effettuare dei trattamenti infiltrativi antalgici con acido ialuronico o depomedrol. L’acido ialuronico, ad esempio, è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi e se ne possono utilizzare differenti tipi.

Utilizziamo con risultato anche i fattori di crescita e pappa piastrinica (PRP). Queste tecniche prevedono un semplice prelievo venoso, il quale viene purificato con una particolare tecnica di centrifugazione per estrarre i fattori di crescita. Vengono utilizzati in patologie dell’apparato muscolo scheletrico al fine di accelerare il naturale processo di guarigione e di favorire la rigenerazione tissutale nei tendini, muscoli e cartilagine articolare.

In situazioni particolari possono essere utilizzate anche le cellule staminali. In questo caso vengono inserite milioni di nuove cellule che sono in grado di stimolare le capacità rigenerative del corpo umano in maniera sorprendente e naturale. Questa tecnica è altamente sicura perché tutto ciò che è autologo, cioè prelevato direttamente dal proprio corpo e risomministrato, non manifesta alcun fenomeno di rigetto o di reazione immunitaria avversa”.

Quali patologie possiamo trattare con queste tecniche?

“Sono veramente tante, possiamo utilizzarle nella colonna vertebrale in situazioni di: ernie, artrosi, instabilità vertebrale, osteoporosi, crolli vertebrali, spondilolistesi, fratture cervicali, protusioni discali, cifosi e deformità vertebrali.

Vengono utilizzate anche per le patologie del ginocchio e dell’anca come: artrosi, fratture, necrosi, dismetria, instabilità dell’anca o del ginocchio”.

infiltrazioni-acido-ialuronico

Queste tecniche dove vengono eseguite?

“Queste tecniche possono essere condotte in sede ambulatoriale, anche se in alcuni casi è necessaria una strumentazione appropriata e una sala operatoria”.

Quando invece le patologie sono più gravi, vengono utilizzate altre tecniche?

“Possiamo utilizzare alcune tecniche sopra indicate, ma con un supporto tecnologico ulteriore per migliorare l’esecuzione dell’intervento. Tuttavia oggi, sempre più, vengono utilizzate piccole protesi o protesi parziali, che si possono inserire in anestesia locale con soli 3 giorni di riposo presso la struttura. 

Queste tecniche mininvasive favorisco un recupero notevolmente più veloce e un minor dolore post operatorio”.

Quali strumentazioni tecnologiche vengono utilizzate a supporto?

“Possiamo fare interventi in artroscopia, ovvero utilizzando uno strumento diagnostico che permette di illuminare la cavità articolare e filmare ciò che vi accade all’interno. 

Negli interventi più complessi viene utilizzata anche la chirurgia robotica a supporto dell’operatore, che migliora le condizioni esecutive dell’atto chirurgico e riesce a perfezionare al 99,7% l’esecuzione del gesto. 

Vengono utilizzati radiografici 3D ad alta definizione per visualizzare e guidare la chirurgia. Sono davvero tante le strumentazioni che oggi possiamo utilizzare in questo ambito e che ci permettono un risultato davvero importante”.

artroscopia-ginocchio

Intervento in artroscopia permette di visualizzare l’articolazione. In questo modo è possibile effettuare la diagnosi e operare al tempo stesso con lo strumento chirurgico, con un notevole risparmio di tempo e di massima precisione nell’esecuzione chirurgica.

Come posso capire se queste terapie possono essere utili per me o se serve l’intervento?

“Con un esame radiografico si riesce a capire quale può essere la tecnica più vantaggiosa da utilizzare o se è necessario davvero un intervento chirurgico. 

Abbiamo pazienti che hanno rimandato gli interventi di oltre 10 anni, facendo costantemente trattamenti conservativi, quindi crediamo che sia sempre opportuno osservare precisamente la situazione con degli esami radiologici per poi capire quale sia la terapia migliore ed efficace da utilizzare”.

Conosciamo meglio il dott. Vittorio Burrafato

foto-vittorio-burrafato

Il dott. Burrafato Vittorio si è laureato in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Perugia nel 1995 con il massimo dei Voti 110\110 e lode. 

Ha conseguito la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia presso Università di Firenze nel 2000 con massimo dei Voti 70\70 e lode.

Ha svolto attività di Medico Specialista Responsabile dell’unita di Ortopedia casa di cura Villa Fiorita a Prato dal 2000 al 2010 e presso la casa di cura Villa Chiara a Casalecchio di Reno (BO) dal 2008 al 2013. 

I principali campi d’interesse sono: la chirurgia Protesica e Artroscopica di Anca e Ginocchio, la chirurgia Vertebrale e la chirurgia mini invasiva di spalla e piede, l’alimentazione e Nutrizione Sportiva e la Traumatologia dello sport.

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